martedì 11 giugno 2013

Buon Compleanno Referendum.
A due anni dal referendum la privatizzazione dell'acqua in Umbria prosegue senza sosta!

Continua la campagna di obbedienza civile promossa dal Comitato Umbro Acqua Pubblica che consiste nell'autoriduzione della bolletta dell'acqua e nella richiesta del rimborso del canone di depurazione.

Dopo due anni dal referendum contro la privatizzazione dell'acqua nessuna delle aspettative previste dal dettato referendario è stata portata avanti.
La prima cosa che ci si aspettava era infatti una riduzione delle tariffe per effetto dell'eliminazione della remunerazione del capitale investito.
Questo non è mai avvenuto! I Sindaci Umbri lungi da deliberare in tal senso approvato una tariffa 2012 con il vecchio metodo, lasciato nella tariffa un profitto che arrivava, in parecchi comuni, anche al 16%!
Le cose non sono cambiate nel 2013!
Infatti tutti i Comuni dell'Umbria, riuniti negli ATI, hanno approvato il nuovo metodo tariffario transitorio, imposto dall'AEEG, che ripropone la remunerazione del capitale investito con il nome di “oneri finanziari” che non sono gli interessi sui mutui per gli investimenti o bancari, come vorrebbero farci credere, ma interessi calcolati forfettariamente sulla base di tassi dei BOT 10 e indici fissi; una componente aggiuntiva che andrà ad incidere sulle tariffe 2012 e 2013, in maniera retroattiva, in alcuni Comuni anche del 22%!
Gli utenti dell'ATI 1 e 2 (Umbra Acque SPA), già pagano in tariffa i cosiddetti “corrispettivi di concessione” a copertura degli interessi sui mutui per gli impianti, in concessione dai comuni. Il colmo di tutto questo è che Umbra Acque SPA incassa i corrispettivi dagli utenti ma non li restituisce ai Comuni per pagare le rate dei mutui, così questi devono far fronte con le loro casse ai pagamenti delle rate, mentre i cittadini/utenti sono quelli che pagano doppio per sostenere la situazione: una volta in bolletta e una volta sotto forma di tasse comunali!
Ma i Sindaci umbri (ATI 1, 2, 3 e 4) non si sono fatti mancare l'altra bella occasione di aiutare i gestori, quella di caricare la nuova tariffa di un'altro componente, il famoso “fondo nuovi investimenti FNI”, una possibilità concessa dall'AEEG di cui essi hanno subito approfittato di inserire questa nuova componente a copertura di costi futuri per.....nuovi investimenti che si dovranno fare ma per i quali non c'è ancora nessun programma di realizzazione. L'Unica certezza è l'aggravio della tariffa fino al 6%, oltre al normale aumento.

Sul versante regionale la musica non cambia. Da pochi giorni infatti la Regione Umbria ha deliberato sull'AURI Autorità Umbra Rifiuti e Idrico che riunisce i Comuni umbri per la gestione dei rifiuti e del servizio idrico. Una legge regionale che spinge ancora di più verso la privatizzazione, recepisce il nuovo metodo tariffario del servizio idrico e toglie la possibilità all'ATI 3 in House di tornare ad un gestore pubblico attraverso azienda speciale. La legge è stata riproposta dall'Assessore all'ambiente in aula, nonostante l'apposita Commissione consiliare avesse recepito con un emendamento le istanze del Comitato.
Una grande prova di democrazia delle istituzioni umbre che pur di privilegiare le oligarchie economiche, hanno rigettato la proposta della Commissione che recepiva le istanze dei comitato e approvato la legge con una maggioranza anomala (PD e opposizione), a riprova di quanto contino per questa regione la volontà dei 27 milioni di cittadini che hanno detto no alla privatizzazione dell'acqua.

In tutto ciò invitiamo tutti e tutte a contattare il comitato per avere informazioni sulla bolletta per quanto riguarda:
- la riduzione della tariffa in osservanza del  referendum;
- il rimborso del canone di depurazione che scadrà il prossimo 15 ottobre 2013.

Il Comitato Umbro acqua Pubblica
acquapubblicapg@gmail.com
http://acquapubblica-umbria.noblogs.org

Un articolo interessante su questo importante anniversario: Acqua pubblica.

venerdì 31 maggio 2013

Rimunicipalizzare l'acqua: si può fare. La situazione a Terni.



Mentre molte città del mondo riportano l'acqua alla gestione pubblica, dopo avere subito la depredazione da parte di società private, a Terni il SII ammette mille domande al Fondo per le utenze deboli, per le famiglie in difficoltà con il pagamento della bolletta dell'acqua: qui l'articolo su TerniOggi.

Il SII non può comunque staccare completamente l'acqua, anche in presenza di morosità, in quanto si tratta di un bene legato all'igiene ed alla sussistenza singola e collettiva.

Rimane il fatto che a Terni l'acqua ha il costo più alto d'Italia, come denunciato da Federcosumatori in una recente indagine.

Come Comitato, continuiamo a chiedere che venga rispettato il risultato del Referendum e che l'acqua ritorni ad essere un bene comune al di fuori del profitto.

lunedì 20 maggio 2013

A Terni il costo dell’acqua più caro d’Italia, bollette salatissime. Indagine di Federconsumatori


Terni si aggiudica uno dei primati meno ambiti: quello di città d’Italia con il costo più elevato dell’acqua. Il dato emerge dall’XI indagine nazionale sulle tariffe del servizio idrico integrato (qui l’indagine) effettuata dal Centro ricerche economiche educazione e formazione di Federconsumatori e presentata lo scorso fine settimana a Firenze.

Cinque fattori determinano i costi della bolletta: la quota fissa, il costo del servizio acquedottistico, il costo del servizio di fognatura, il costo del servizio di depurazione e l’Iva. Prendendo in considerazione questi fattori, tra tutte le città, Terni è risultata di gran lunga la più cara, con 332 euro ogni 100 mc. Seguono a distanza Latina (253 euro per 100 mc) e Pisa (240 euro per 100 mc). La città dove l’acqua costa meno è Isernia (46 euro per 100 mc) il cui prezzo è 7 volte inferiore a quello applicato a Terni.

In tutta Italia, dal 2011 al 2012m il costo della bolletta è aumentato del 7,8% mentre rispetto al 2000 si è registrato il vertiginoso aumento del 61%.

Fonte: www.ternioggi.it.

martedì 16 aprile 2013

ACCOMPAGNA IL BAMBINO ALL’ASILO E QUANDO TORNA TROVA LA CASA SENZA ACQUA E IL CONTATORE ASPORTATO!


Questo è quanto successo a L. A. e S. B. una giovane coppia con un bimbo di 5 anni, lei disoccupata dopo aver ottenuto un diploma da infermiera,  lui da circa un anno senza lavoro,  che si sono trovati nell'impossibilità di pagare le bolletta dell'acqua.
Il SII di Terni, una settimana fa, l'8 aprile,  senza nessuna raccomandata di preavviso, ha chiuso l'acqua e asportato il contatore alla loro abitazione.
Il giorno dopo si sono recati presso gli uffici del gestore spiegando la delicata situazione familiare ed economica che stanno affrontando in questo periodo e chiedendo una rateizzazione della bolletta, ma è stato loro risposto che senza il pagamento integrale del debito e le spese del riallaccio non avrebbero potuto riavere l'acqua.
Dopo una settimana stamattina (16/03) il caso è venuto alla conoscenza del Comitato per l'acqua bene comune di Terni (http://comitatoacquaterni.blogspot.it/)  che, coordinandosi col Comitato regionale Umbro per l'acqua pubblica (http://acquapubblica-umbria.noblogs.org/), ha preparato una denuncia, presentata da L.A. ai carabinieri, mentre contemporaneamente veniva avvisato e sollecitato il Sindaco di Terni,  garante della salute dei cittadini (a prescindere dalle loro condizioni economiche). Le pressioni dei comitati e l'intervento del Sindaco sono stati risolutivi per ristabilire un diritto fondamentale come quello dell'acqua. Dalla tarda mattinata di oggi il piccolo F. di 5 anni ha di nuovo l'acqua da bere nella sua casa.
Il comitato si fa garante del diritto all'acqua come bene comune, risponderemo con denunce e vertenze a qualsiasi interruzione del servizio idrico nelle case e nelle famiglie forti del principio che l'acqua è un bene comune e non una merce, un diritto inalienabile delle persone. Ricordiamo, tra le tante, la sentenza di Tempio Pausania  del 6/07/2012 che ribadisce che il diritto all'acqua è un valore essenziale protetto dalla Costituzione.
Questo atto è una grave lesione del diritto fondamentale all'accesso all'acqua, bene indispensabile alla vita umana.  L'interruzione dell'erogazione dell'acqua costituisce una violazione del diritto alla salute e si configura come la causa di una potenziale emergenza igienico-sanitaria. Questa è la diretta conseguenza della privatizzazione della gestione dell'acqua, bocciata sonoramente dal 92% degli italiani attraverso un referendum disatteso dalla casta politico-economica in tutela degli interessi e dei profitti privati. Se paghi bevi, se non paghi ti tolgo l'acqua. Come se fosse una merce e non un diritto inalienabile.  Oltretutto questo diritto viene negato a fronte della pretesa di una tariffa che non ha recepito gli esiti dei referendum visto che mantiene tutt'ora la remunerazione del capitale investito abrogata. Ancora più grave è che l'acqua venga staccata in un contesto generale dove la crisi economica  che stiamo vivendo sta mettendo in ginocchio intere famiglie mentre continua a favorire banche e multinazionali.

giovedì 13 settembre 2012

Lettera di risposta di SII e ATI4 alle lettere di diffida consegnate dal Comitato

Qui trovate il testo delle lettere di risposta di ATI4 e SII, in cui si ignora totalmente la domanda, che riguardava il secondo semestre del 2011.