venerdì 4 maggio 2012

Lettera ai candidati sindaco di Narni da parte del Comitato Narnese Acqua Bene Comune

Gentile candidato sindaco,
il Comitato Narnese Acqua Bene Comune  sostiene da tempo la campagna per la diffusione della cultura dell’Acqua come Bene Comune e diritto umano universale e il processo di ripubblicizzazione dei servizi idrici.
Premesso che
- la Risoluzione ONU del 28 Luglio 2010 dichiara il diritto all’acqua potabile un diritto umano universale e fondamentale;
- in Italia si è attivata un’ampia coalizione sociale in difesa della gestione pubblica del servizio idrico che ha promosso due referendum abrogativi in materia di gestione dei servizi idrici che hanno incontrato un forte consenso nella cittadinanza. Testimonianza di ciò sono le oltre 1.400.000 firme (di cui 1586 solo nel Comune di Narni) raccolte nel 2010 per la presentazione dei quesiti referendari e dal “plebiscito” referendario che ha visto oltre 27 milioni di cittadini elettori recarsi alle urne (di cui più del 97% di essi si è espresso a favore dell’abrogazione delle norme che obbligavano alla privatizzazione dei servizi pubblici locali e a favore dell’abrogazione delle norme che prevedevano la remunerazione del capitale investito imputato nella tariffa);
- la Corte Costituzionale, per quanto riguarda l’abrogazione della remunerazione del capitale investito imputato in tariffa, ha chiarito che l’esito di questa abrogazione è direttamente applicabile senza che occorra alcun intervento legislativo e che pertanto, a partire dal 21 luglio 2011, gli enti gestori dei servizi idrici non hanno più titolo  per esigere l’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito.


Considerato che
- attualmente nell’ATI 4 della Provincia di Terni il gestore SII scpa continua ad applicare  sulla tariffa la remunerazione del capitale investito
- il Consiglio Comunale di Narni ha già approvato il 22 Gennaio 2010 una mozione con la quale si riconosce che l’Acqua è un bene comune e il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica
- la gestione pubblica dell’acqua non può essere garantita da una società disciplinata dal diritto privato  poiché le finalità riconosciute alle società “commerciali” sono incompatibili con la gestione del “bene comune”


Le chiediamo
quali impegni intenda assumere sulle questioni sopra descritte, nel caso Lei venga eletto, esplicitandose Lei e la Sua coalizione siate e no a favore di una gestione del servizio idrico  (come anche dei servizi pubblici locali come trasporti e rifiuti) affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico con meccanismi di partecipazione cittadina e in particolare:
- si impegna fin da ora ad affrontare tra i primissimi punti del Suo mandato la questione relativa al “Bene Comune Acqua” e alla sua gestione?
- si impegna ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento che “l’acqua è un bene comune , un diritto umano universale e che, a tal fine, il servizio idrico integrato deve essere sottratto alle logiche del mercato e considerato privo di rilevanza economica?
- è disponibile ad impegnare il Comune per arrivare a gestire l’acqua, insieme agli altri Comuni, attraverso un Ente di Diritto Pubblico prevedendo meccanismi di partecipazione dei cittadini e dei lavoratori del settore?
- si impegna, una volta eletto, a far aderire il Comune al Coordinamento degli EE. LL. per la gestione pubblica del servizio idrico?
Per correttezza La informiamo che questa lettera è stata inviata a tutti i candidati sindaco alle prossime elezioni del Comune di Narni e che le risposte (sia affermative sia negative) saranno rese note a mezzo stampa e sui nostri siti, blog e canali telematici.
La invitiamo pertanto a rispondere entro, e possibilmente, non oltre il 2 Maggio p.v.
Un cordiale saluto
Comitato Narnese Acqua Bene Comune
Referente del Comitato:
Oriana Marchi
Tel 349 3940084
comitatonarneseacqua@libero.it
http://referendumacquaterni.blogspot.it/search/label/Narni

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Al momento il Comitato ha ricevuto la seguente risposta:

"Il candidato sindaco Sergio Bruschini, dopo aver premesso che il suo gruppo in Consiglio Comunale  ha votato a favore del dispositivo Acqua bene Comune e che egli stesso ha firmato per il Referendum, conclude con 4 si di impegno alle 4 domande della lettera"

martedì 6 marzo 2012

ACQUA: “RISPETTO DELLA VOLONTA' POPOLARE ESPRESSA NEL REFERENDUM DEL GIUGNO 2011." INTERROGAZIONE DI STUFARA (PRC-FDS)

Interrogazione a risposta immediata del capogruppo di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Damiano Stufara, per sapere “se la Giunta regionale è a conoscenza delle recenti decisioni degli Ati 1, 2 e 4 dell'Umbria, che comportano aumenti tariffari e contratti di servizio con i gestori che non rispettano gli esiti del referendum sull'acqua”. Tali atti, spiega Stufara, sono difformi rispetto a quanto deciso dall'Ati 3 di “non riconoscere la remunerazione del capitale tra i costi del gestore”, presentando una tariffa inferiore rispetto alle previsioni del Piano d'Ambito.

(Acs) Perugia, 6 marzo 2012 – Il capogruppo regionale del Partito della Rifondazione comunista-Federazione della sinistra Damiano Stufara ha presentato un'interrogazione a risposta immediata (question time) per “sapere se la Giunta regionale è a conoscenza delle recenti decisioni degli Ati 1, 2 e 4 dell'Umbria riguardanti piani tariffari e contratti di servizio con i gestori, e per conoscere le iniziative che si intendono assumere nel rispetto del risultato referendario del 12 e 13 giugno 2011 che, anche in Umbria, ha visto esprimersi favorevolmente la stragrande maggioranza della popolazione e che finora risulta rispettato nel solo Ambito territoriale n. 3”.

Nell'atto, Stufara ricorda che nella deliberazione dell'assemblea d'Ambito dell'ATI 1 e 2 del 15 febbraio scorso, relativa all'articolazione tariffaria per il 2012 si sostiene che, rispetto agli effetti prodotti dai referendum, la remunerazione del capitale investito sia da intendersi come “il costo del capitale necessario al finanziamento degli investimenti da sostenere per rendere possibile la realizzazione di quelli previsti dal Piano d'Ambito”, per cui “appare ragionevole sostenere che, qualora tale componente di costo dovesse essere espunta dalla tariffa, la relativa copertura finanziaria dovrebbe pur sempre essere garantita al gestore, rispetto al quale non si ritiene necessaria una “rinegoziazione degli impegni contrattuali con altre forme di finanziamento da porre necessariamente a carico dei Comuni interessati, a meno di non voler rinunciare all'effettuazione degli investimenti”. Si dispone pertanto la costituzione di “un apposito fondo nel quale far confluire tutte le somme corrispondenti alla quota tariffaria imputabile all'applicazione del 7% a titolo di remunerazione degli investimenti programmati per l'anno 2012” o in alternativa la prestazione per il medesimo importo di una fideiussione bancaria o assicurativa da parte del gestore; in ogni caso risulterebbe confermato l'importo delle tariffe precedentemente pianificato. Analogamente, nella deliberazione dell'Assemblea d'Ambito dell'ATI 4, si dispone di scorporare la remunerazione del capitale investito dal dimensionamento della tariffa e di applicare, a garanzia dell'equilibrio economico-finanziario, la “tariffa media di Piano d'Ambito ante referendum pari a 2,39 euro/mc d'acqua, ottenuta dalla tariffa media del 2011 incrementata del 5%, limite di prezzo, e del tasso d'inflazione”; la nuova articolazione risulta dunque mantenere l’originale struttura, con “l'incremento di tutte le relative componenti, dalla quota variabile alla quota fissa, del limite di prezzo pari al 5%, e del tasso di inflazione programmato”. Invece, contrariamente alle deliberazioni delle Autorità d'Ambito sopra menzionate, l'ATI 3 ha confermato la decisione già assunta negli anni precedenti di non riconoscere la remunerazione del capitale tra i costi del gestore; nella deliberazione del febbraio scorso ha inoltre stabilito, all'interno della nuova articolazione tariffaria 2012, una riduzione del 13,9 per cento della quota fissa per le utenze domestiche e un incremento del 3,6 per cento riferito ai maggiori investimenti effettuati, che portano a fissare per l'anno corrente una tariffa inferiore alle stesse previsioni del Piano d'Ambito.

Il capogruppo di Rifondazione comunista sottolinea altresì che il 12 e 13 giugno 2011 ventisette milioni di italiani si sono espressi votando a favore dei quesiti referendari concernenti le modalità di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica a partire dall'acqua e la remunerazione garantita dei capitali investiti. A seguito di tale esito referendario “si è disposta – ricorda Stufara - l’abrogazione parziale del comma 1 dell'articolo 154 del decreto legislativo numero 152 del 2006, in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, con l'espunzione, tra i componenti della tariffa del servizio idrico integrato, della 'remunerazione del capitale investito' determinata ai sensi del cosiddetto metodo normalizzato, per la quota parte relativa al tasso di remunerazione del capitale investito e conseguente disapplicazione di tale remunerazione per l’articolazione tariffaria imposta all’utenza”.

Infine, Stufara sottolinea che nell'ultimo Documento Annuale di Programmazione, approvato dal Consiglio regionale lo scorso 24 febbraio, “viene sancito l'impegno della Regione al 'rispetto della volontà popolare espressa col referendum di giugno 2011 per quello che riguarda la gestione dell'acqua pubblica', a cui evidentemente non sembrano finora conformarsi le scelte operate dalle amministrazioni locali negli Ambiti Territoriali 1, 2 e 4, sia rispetto ai piani tariffari, sia rispetto ai contratti di servizio con i soggetti gestori”.

domenica 4 dicembre 2011

COMUNICATO STAMPA del 20 ottobre 2011


Malgrado il risultato del referendum del 12 e 13 giugno ne decreti il taglio, di fatto l’ATI4 continua a calcolare sulla bolletta dell’acqua un 7% per la remunerazione del capitale investito. Ma c’è di più… Sfogliando il Piano d’Ambito dell’ATI4 e i bilanci del SII si legge, per fare solo un esempio, che sulle nostre bollette sono tranquillamente caricati anche i mutui contratti dall’ATI4 per ripianare le perdite che il Sii, gestore del servizio idrico integrato, ha accumulato nei passati esercizi. E parliamo di una cifretta di 17 milioni (di euro!)

Guarda caso le bollette del Ternano sono le più “salate” dell’Umbria e sono messe molto bene anche nella graduatoria nazionale.

Aggiungiamo che questa operazione per il recupero delle perdite è assolutamente vietata dalla normativa vigente, oltre che dal buon senso, mentre noi paghiamo tutto questo a partire dal 2007 con il benestare dei nostri bravi amministratori .

Non è solo il Comitato per l’Acqua Pubblica a fare queste considerazioni bensì c’è una sentenza del TAR dell’Umbria che va esattamente nella stessa direzione che, a questo proposito, commenta “…..L’eventuale riconoscimento dei maggiori costi operativi sostenuti dal gestore nel periodo pregresso stravolgerebbe il tipo di contratto trasformandolo in un contratto “costo di servizio”, che prevede la copertura dei costi a consuntivo, azzerando il rischio di impresa di un soggetto che opera, peraltro, in un mercato di monopolio naturale qual è quello del servizio idrico integrato ……”

Alla faccia dell’efficienza, dell’efficacia e dell’ economicità del privato!

Per il momento ci fermiamo qui; presto partiremo con la campagna di “Obbedienza Civile” per riprenderci quello che ci è stato tolto.

Il Comitato Narnese per l’Acqua Pubblica

LA CAMPAGNA “OBBEDIENZA CIVILE” PARTE OGGI IN TUTTA L’UMBRIA E A LIVELLO NAZIONALE

- Alto Tevere: Massimo 333 9102499

- Provincia di Terni: Oriana 349 3940084

- Marsciano e dintorni: Luca 347 40116101

- Provincia di Perugia: Michel 338 1912990 Elisabetta 333 7826433

E-mail acquapubblicapg@gmail.com

http://acquapubblica-umbria.noblogs.org/

mercoledì 30 novembre 2011

PARTE LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE


PARTE LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE CONTESTIAMO LE BOLLETTE ILLEGALI DELL’ACQUA

MALGRADO LA STREPITOSA VITTORIA AL REFERENDUM per l' ACQUA BENE COMUNE, dopo ormai 4 mesi NIENTE È STATO FATTO per rispettare la volontà popolare NÉ A LIVELLO NAZIONALE NÉ A LIVELLO LOCALE.

Infatti i Sindaci dell’ ATI 4, invece di tutelare i diritti dei cittadini, continuano a sostenere le lobby private che sono dentro la gestione dell'acqua, facendoci pagare nelle bollette il 7% abrogato e il ripianamento dei debiti del SII scpa.

CHIEDIAMOCI PERCHÉ 1 m3 d’acqua costa 34 centesimi in provincia di Terni e 18 centesimi a Perugia?

PERCHÉ dobbiamo ripianare le perdite finanziarie del SII (17 milioni di euro) e intanto le perdite dell’acquedotto rimangono immutate?

Vuoi farti ricalcolare la giusta bolletta?

Mettiti in contatto con il Comitato Narnese

Tel 349 3940084 comitatonarneseacqua@libero.it

mercoledì 3 agosto 2011

Il percorso della ripubblicizzazione dell'acqua in Italia


Al seminario hanno preso parte una cinquantina di persone, tra cui tanti attivisti dell'acqua ma anche persone esterne interessate al percorso di ripubblicizzazione.

Prima dell'avvio della discussione sono state fatte due introduzioni: una a cura di Paolo Carsetti in merito al quadro normativo di riferimento delineatosi a seguito dei referendum e alle iniziative, già condivise nell'assemblea nazionale di Roma del 2 e 3 luglio, da mettere in campo per attuarne i risultati. La seconda a cura di Severo Lutrario sulla questione tariffaria e sull'eliminazione della remunerazione del capitale investito.

Il seminario nel suo complesso si pone l'obiettivo di approfondire la discussione avviata all'interno del movimento per l'acqua all'assemblea di Roma al fine di rendere efficace l'azione per l'immediata attuazione dell'esito referendario.

In primis è stata data la notizia che il 20 luglio sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti del Presidente della Repubblica con cui vengono abrogate le norme oggetto dei referendum. Successivamente è stato fatto un breve riassunto sul quadro normativo post referendario: per il primo l’applicazione immediata nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria che comprende tutte le forme di gestione finanche quella tramite enti di diritto pubblico; per il secondo l'immediata applicazione della nuova tariffa tale da assicurare la copertura integrale dei costi senza la remunerazione del capitale investito. Su questa base diviene possibile ripubblicizzare il servizio idrico immediatamente. Pertanto si assume come prioritaria la mobilitazione sia territoriale che nazionale (inizio confronto con forze sociali, politiche e istituzionali) a favore dell'approvazione della legge d'iniziativa popolare, sulla quale è necessario avviare sin da subito un lavoro (già avvenuta costituzione di un gruppo di lavoro) per attualizzarne il testo soprattutto per quanto concerne la riduzione, alla luce dei referendum, del periodo di trasformazione delle varie S.p.A. in enti di diritto pubblico e il sistema di finanziamento del servizio idrico integrato.

E' stato ricordato che già all'assemblea nazionale si è assunto l'impegno a svolgere ad ottobre un seminario sulla legge d'iniziativa popolare per fare un primo bilancio della mobilitazione messa in campo e del lavoro di aggiornamento del testo così come a dar vita nell'autunno ad una manifestazione nazionale per rilanciare i risultati dei referendum e la necessità di una loro attuazione.

Per quanto riguarda gli effetti del secondo quesito si è innanzitutto approfondita la composizione della tariffa.
La tariffa viene determinata a preventivo sulla base dei costi presunti per tutto il ciclo.

L'obiettivo della società gestrice è stare dentro questi margini previsionali.

Le tariffe possono essere riviste in particolare se si registra un maggiore o minore consumo di acqua e nel caso in cui il gestore abbia realizzato tutto quanto previsto nel Piano d'Ambito e ha raggiunto gli standard prefissati nel contratto di gestione. Si deve segnalare che ciò non avviene mai e le tariffe vengono modificate solo sulla base dei desiderata delle società di gestione.

La tariffa è così suddivisa:
  1. costi operativi (calcolati con il metodo normalizzato);
  2. ammortamento degli investimenti (calcolato sulla base del piano degli investimenti che viene spalmato sull'intera durata della concessione);
  3. Adeguata remunerazione del capitale investito.
Per quanto concerne il costo dei finanziamenti (interessi che si devono alle banche che li erogano), questi non possono rientrare nella tariffa. Si tratta di un problema di cui deve farsi carico la società di gestione e che non può ricadere sui cittadini.

Le proposte emerse per l'eliminazione della remunerazione del capitale investito ricalcano quelle già emerse nell’assemblea nazionale :
  • Richiesta all'AATO di rendere pubblica l'articolazione tariffaria;
  • Lettera di diffida all'AATO dall'applicazione della tariffa prevedendo ancora la remunerazione del capitale investito;
  • In caso di risposta negativa avviare ricorsi di fronte al TAR.
Dalla discussione ampia e partecipata è emersa la necessità di consolidare la consapevolezza circa il fatto che il successo referendario ci rende più forti di ieri e che i nostri avversari, invece, sono più deboli e devono recuperare terreno. La campagna referendaria ha legittimato il movimento per l'acqua come soggetto politico. E' stato rilevato come la politica sia ormai morta, in quanto vittima della sottomissione al mercato. Il movimento per l'acqua con la sua azione può portare ad una “resurrezione” della politica.

Per quanto concerne la ripubblicizzazione del servizio idrico viene confermata la centralità della legge d'iniziativa popolare come oggetto delle nostre mobilitazioni sia a carattere nazionale che territoriale. Su questa base, forti della vittoria referendaria, si è proposto di richiedere a PD, Lega e IDV di ritirare le loro proposte di legge poiché non rispondono alla volontà espressa dagli italiani il 12 e 13 giugno.

E' stato anche proposto di avviare una approfondimento circa la possibilità di impugnare la manovra finanziaria che porterà a nuove privatizzazioni di diversi servizi pubblici locali ad esclusione dell'acqua, soprattutto alla luce del fatto che, come è stato ricordato da più interventi, il primo quesito riguarda anche la gestione di rifiuti e trasporti locali.

E' stata espressa la necessità di trovare un caso per ogni regione in cui iniziare a sperimentare le nostre proposte di ripubblicizzazione dell'acqua e a tal proposito si rilancia la proposta già emersa nelle liste di discussione di avviare dei gruppi di lavoro tematici organizzati secondo le diverse tipologie di gestori: S.p.A. miste, S.p.A. quotate in borsa e multiutilities, S.p.A. A totale capitale pubblico.

Per quanto concerne il reperimento dei fondi necessari alla ripubblicizzazione, oltre alle ipotesi già individuate, sono state avanzate e condivise le seguenti proposte:
  1. Avviare una riflessione affinchè la Cassa depositi e Prestiti ritorni ad avere una reale funzione pubblica e finanzi a tassi agevolati gli Enti Locali;
  2. Sostenere la proposta della tassa sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax).
In merito alle iniziative da mettere in campo rispetto all'attuazione del secondo quesito referendario è stato evidenziato come ci sia in atto un tentativo di disconoscimento del suo effetto che si basa essenzialmente su tre obiezioni o meglio luoghi comuni:
  • la remunerazione del capitale investito non va rimossa fino allo scadere dell'affidamento;
  • va tenuta la remunerazione degli investimenti fatti finora;
  • l'autorità nazionale determina la tariffa includendovi anche i costi finanziari;
Si è convenuto sul fatto che tali obiezioni si combattono in modo efficace ATO per ATO, da cui la necessità di aprire vertenze e iniziative conflittuali in ogni territorio coordinate a livello nazionale, in particolare seguendo quelle che sono le proposte avanzate nell'introduzione svolta da Severo Lutrario.
E' stata ribadita in più interventi la contrarietà alla costituzione dell'ATO unico regionale, al contrario è stata sottolineata la necessità che il movimento per l'acqua si faccia promotore di una ri-definizione degli ATO sulla base dei bacini idrografici. Tale ri-definizione è anche l'occasione per riavvicinare le persone alla gestione dell'acqua.
E' stato fatto riferimento anche all'esperienza positiva di Napoli circa l'avvio del processo di ripubblicizzazione, in particolare rispetto al fatto che il processo di consultazione partecipativa della città verrà realizzato congiuntamente dal Comune e dal comitato per l’acqua.
E' stato anche rilevato come la vittoria referendaria abbia avviato la conclusione di un ciclo, quello della democrazia personale e mediatica . Il movimento per l'acqua infatti si è caratterizzato dal fatto di avere un leader collettivo. Questa è stata la nostra forza e ha garantito al movimento efficacia in ogni territorio.
E' stata infine rilevata la necessità di agire a livello internazionale. Su questo tema si fa riferimento al report dell'altro seminario svolto a Genova il 21 Luglio in cui è iniziata una riflessione sulle azioni e iniziative da mettere in campo in Europa.

Genova, 22 luglio 2011
Sala convegni Sant'Agostino – Piazza Sarzano

venerdì 29 luglio 2011

Abbiamo partecipato all'Assemblea dell'ATI4: ecco com'è andata


19 luglio 2011
Assemblea dell’ATI 4

Il presidente Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni,  ha aperto l’assemblea comunicando che l’ATI ha ricevuto la lettera del  Comitato Umbro Acqua Pubblica (che è stata distribuita in copia a tutti i  presenti) ed ha informato i Sindaci che il Comitato è presente ai lavori odierni.

E sui referendum, tutto qua!!!

Poi è passato all’adozione del bilancio consuntivo 2010 e il direttore, Ing. Spinsanti, ha illustrato brevemente i risultati di bilancio precisando alcuni dettagli fra i quali quello relativo al pagamento della quota annuale del mutuo acceso per l’acquisto della sede di Via Bramante (!). Si parla di oltre 100 mila Euro nell'anno 2010 mentre le reti sono dei colabrodo (oltre 50% di perdite sull'ATI 4) e solo un quarto delle utenze vanno correttamente a depurazione!!!!

Ha anche informato l’assemblea che a fronte di una previsione di più di 8 milioni di euro di trasferimenti, è stato incassato solo poco più di 1 milione in quanto i lavori sono stati rallentati a causa di difficoltà del gestore del servizio nell’effettuare i pagamenti, per cui i trasferimenti non si sono realizzati.

Nessuno dei sindaci o loro delegati ha segnalato alcunché per cui l’adozione del bilancio è stata votata all’unanimità, così come il terzo punto all'ordine del giorno che riguardava alcune variazioni di bilancio,  di cui una  relativa alla messa a norma (dettata dall'USL!) di una fontanella (di quelle frizzanti, a pagamento, tanto pubblicizzate...) recentemente realizzata nel comune di Terni (!).

Fra le Comunicazioni finali il Presidente ha dichiarato che sono in corso e a buon punto colloqui con gli Istituti bancari per il finanziamento del Piano d’Ambito (!).
I Comuni saranno informati in dettaglio su modalità e  ricadute di questa transazione entro 15 giorni ed entro fine Luglio l’ATI incontrerà  il Consiglio di Amministrazione del SII anche per la revisione dello Statuto dell’ATI che attualmente fa ricadere sui Comuni la responsabilità degli oneri di finanziamento delle opere.
Un paradosso nella tragicommedia!
L'ATI (4) responsabile dell'operato del gestore (il SII SPA ) cerca di togliersi la responsabilità di quello che vaglia! Si chiede un prestito bancario, con le quote di azioni in fideiussioni, che saranno i cittadini a pagare, con gli interessi (cospicui!), attraverso le bollette, dopo avere vinto un referendum che abroga la remunerazione del capitale investito!

Il Presidente dell’ATI ha anche comunicato  qualcosa a proposito della gestione dei rifiuti:
-   La multinazionale Tetrapack ha proposto a tutti i Comuni di svolgere gratuitamente attività di divulgazione per il  riciclo di  questo materiale
-   Sono in corso  delle trattative, quasi concluse "positivamente",  tra il Ministero dell'ambiente, la Regione, la Provincia e la Sovrintendenza per aprire il terzo calanco ad uso discarica ad Orvieto. Con grande gioia di tutti presenti, visto che nessuno ha fiatato!!!!! Ma acqua in bocca, perché sennò c'è il rischio che la differenziata si faccia meno...

Curiosissima assemblea dove la grande partecipazione dei sindaci, quasi tutti presenti, si è accomunata a un totale mutismo e assenso davanti al direttore e al presidente, sindaco di Terni, dell'ATI.

Però ci siamo sbrigati... neanche un'ora!!!!