mercoledì 18 marzo 2015

Napule è...l'ABC dell'Acqua Pubblica

Esprimiamo piena soddisfazione per il grande risultato ottenuto oggi in Consiglio Comunale a Napoli, che vedeva all'Ordine del Giorno:
 L' AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO ALL'AZIENDA SPECIALE ABC (Acqua Bene Comune) NAPOLI, la cosiddetta:
MESSA IN SICUREZZA.
 
E’ stata anche deliberata la modifica statutaria dell’ AS ABC Napoli.
Con tale atto è stata istituzionalizzata la partecipazione democratica nel Consiglio d’ Amministrazione; si escludono le partecipazioni a SpA, mentre invece si apre ai Consorzi di Comuni per l’Acqua Pubblica; si devolve l’1% degli utili per interventi in Paesi in via di Sviluppo.
 
Tutto ciò è frutto del continuo ed enorme impegno del Comitato Acqua Pubblica Napoli, del Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua, del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, dei Comitati Territoriali tutti, ad essi il ringraziamento per l'impegno profuso e la sollecitazione a continuare insieme a noi  il percorso congiunto, perchè oggi si raggiunge un traguardo, ma si inizia un nuovo grande lavoro per impedire che l'acqua della Città Metropolitana di Napoli, che l'ACqua della Campana, che l'Acqua di tutti vada a finire nelle mani di privati e di approfittatori.
 
Siamo consci del fatto che l'AS ABC Napoli è come un granello di sabbia che blocca il grande ingranaggio delle privatizzazioni, volute da chi sull'acqua vuole fare profitto, ma noi non desisteremo mai dal nostro intento, perchè:
 
RIPUBBLICIZZARE SI PUO', RIPUBBLICIZZARE SI DEVE
 E IL COMUNE DI NAPOLI L’HA FATTO.
 
 
Infine un particolare GRAZIE a chi ha fatto il grande atto di coraggio che ha permesso la bella vittoria di questa mattina: il Sindaco, la Giunta, il Consiglio – Essi hanno deciso unanimemente per la messa sicurezza dell' AS ABC Napoli, che non riguarda solo Napoli, ma tutti.
 
Presenti Alex Zanotelli, il Presidente dell'AS ABC Napoli Maurizio Montalto, i Comitati Cittadini, i Lavoratori, le Associazioni, i Cittadini.
 
Possiamo proprio affermare, per dirla anche qui coi titoli di canzoni partenopee:
 
" E' NU JUORNO BUONO!"
 
NAPOLI, 9 marzo 2015
 
                                                                                           Comitato Acqua Pubblica Napoli
                                                                              Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
                                                                                 Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
 
 
 
video del Comune, distribuito in diretta streaming:

domenica 1 marzo 2015

Comunicato stampa - Lista Civica Aria Pulita Arrone

Su nostra richiesta e del gruppo di maggioranza Democratici Riformisti di Arrone, ieri 25 febbraio 2015 si è tenuto il consiglio comunale straordinario aperto agli interventi dei cittadini, riguardo il progetto di acquedotto Ferentillo - Pentima.
Al consiglio comunale hanno partecipato il direttore dell'ATI 4 Ing. Roberto Spinsanti e il dott. Francesconi Maurizio, geologo responsabile dello studio sulla captazione dell'acqua.

Le nostre aspettative erano quelle di avere una visione complessiva di quello che viene proposto per la realizzazione dell'acquedotto suddetto.
Invece ci siamo ritrovati ad ascoltare una disamina su uno studio di fattibilità di un possibile acquedotto che dovrebbe servire il ternano-amerino. Il progetto non è stato presentato, anzi non esiste ancora. Inoltre non sono stati presentati i dati che giustificano tale opera. Solo generiche dichiarazioni di necessità per mantenere positivo il bilancio idrico della provincia di Terni. Visto che poi già un pozzo di 250 metri è stato realizzato, non sappiamo chi lo ha fatto e se era prevista una gara d'appalto ed eventualmente chi se l'è aggiudicata.

Il nocciolo della questione è che si propone di fare un nuovo acquedotto senza spendere un solo momento per studiare l'effettiva necessità, l'utilità, senza presentare i dati reali sulla situazione idrica del ternano e della provincia. Chi necessita di tale opera, i cittadini o chi realizzerà i lavori e chi poi gestirà l'acquedotto?

L'opera avrà un costo di 20 milioni di euro, 14 milioni finanziati dall'Europa, sei milioni attinti in bolletta, cioè da noi cittadini. Quanti soldi sono stati spesi per mettere in sicurezza, bonificare pozzi e rete idrica del ternano? Quanti soldi sono stati spesi e che risultati si sono ottenuti eventualmente con gli eventuali investimenti per riparare le perdite degli acquedotti esistenti? Dove sono i dati sui monitoraggi ipoteticamente effettuati sui pozzi del ternano?

Quindi prima di parlare di nuovi acquedotti vorremmo assistere ad un miglioramento della distribuzione dell'acqua riducendo le perdite, ad un miglioramento della qualità dell'acqua grazie ad una diminuzione dei prelievi e dei carichi inquinanti, bonificando i siti e rendendo più efficiente l'uso delle risorse idriche nei vari settori d'impiego.
Da questo momento in poi metteremo in campo ogni iniziativa possibile per fermare un ennesimo scempio ed accaparramento di risorse da parte di enti che ormai di pubblico hanno solo la denominazione.

giovedì 24 aprile 2014

L’acqua fa gola, torna l’assedio

Acea. Il Messaggero (Caltagirone): per risanare i conti di Roma vendere il 21% di azioni. All'assemblea del 5 giugno andrà in scena lo scontro sulla natura sociale del gruppo: il sindaco Marino aveva chiesto il ricambio del management



La curva delle azioni della mul­ti­na­zio­nale romana Acea è il vero ter­mo­me­tro delle inten­zioni poli­ti­che sulle pri­va­tiz­za­zioni. Nel giu­gno del 2011 — dopo i refe­ren­dum sull’acqua — le azioni ini­ziano una repen­tina discesa verso i minimi sto­rici. Il mana­ge­ment nomi­nato dai soci pri­vati era nel panico, il pro­getto di allar­gare a dismi­sura la gestione dei beni comuni rischiava di sal­tare defi­ni­ti­va­mente. La prima rea­zione fu dura: bloc­care tutti gli inve­sti­menti, creando una pres­sione, discreta ma sof­fo­cante, per cor­rere ai ripari.
La prima mossa fu la richie­sta di un parere legale a un avvo­cato di ecce­zione, il figlio del pre­si­dente Napo­li­tano, Giu­lio, che pre­sentò una rela­zione su come recu­pe­rare almeno una parte di quel pro­fitto garan­tito abro­gato dai refe­ren­dum. La pre­oc­cu­pa­zione degli inve­sti­tori d’altra parte era evi­dente. Nei mesi pre­ce­denti il voto dell’articolo 23 bis della legge Ron­chi — poi abro­gato — che avrebbe obbli­gato il comune di Roma a cedere buona parte di quel pac­chetto del 51% delle azioni ancora in mano pub­blica, aveva risve­gliato l’interesse dei grandi gruppi finan­ziari. Con Cal­ta­gi­rone in prima fila. Erano gli anni della gestione Ale­manno, il sin­daco che aveva in tasca il pro­getto di ces­sione di quel poco di sovra­nità sui ser­vizi pub­blici ai suoi grandi elet­tori. Poi, per i soci pri­vati del colosso dell’acqua, primo ope­ra­tore del set­tore idrico in Ita­lia, ini­zia­rono mesi dif­fi­cili. Con il cam­bio della guar­dia al comune di Roma.
Oggi — a tre anni dal voto popo­lare del giu­gno 2011 — Acea torna a sca­lare le vette della Borsa di Milano, con un nuovo record sto­rico. La curva delle azioni ha ripreso a salire spinta da due asset: l’arrivo di Mat­teo Renzi e la discus­sione sui conti romani, appesi al decreto che dovrebbe sal­vare il sin­daco Marino dal crack. Qual­cosa si muove per gli ideo­logi della gestione pri­vata a tutti i costi, par­titi alla ricon­qui­sta delle posi­zioni per­dute. Par­tendo pro­prio da Roma. Ovvero dalla madre di tutte le privatizzazioni.
La porta d’ingresso oggi si chiama bilan­cio comu­nale, e il suggerimento-diktat per Igna­zio Marino è arri­vato pun­tuale dal gior­nale romano il Mes­sag­gero, con­trol­lato da Fran­ce­sco Gae­tano Cal­ta­gi­rone, il prin­ci­pale socio della hol­ding romana, con in mano il 16% delle quote. «Ven­dere il 21% delle azioni di Acea» è la solu­zione per sanare i conti, spie­gava ieri il quo­ti­diano, dedi­cando ampio spa­zio alle dimis­sioni dell’assessora capi­to­lina al bilan­cio Daniela Mor­gante. Nei mesi scorsi Marino aveva pro­vato a imporre il suo peso di prin­ci­pale azio­ni­sta ad Acea, scon­tran­dosi con un muro. E l’impressione è che Renzi non stia pro­prio dalla sua parte. L’ex sin­daco Acea la cono­sce bene: da anni Firenze è il socio di rife­ri­mento di Publiac­que, il gestore degli acque­dotti di buona parte della Toscana e l’attuale pre­si­dente Era­smo D’Angelis — vici­nis­simo al pre­mier — è un fer­vido soste­ni­tore della pre­senza dei pri­vati nella gestione del sistema idrico inte­grato. Una tem­pe­sta per­fetta, pre­an­nun­ciata da un emen­da­mento — poi caduto — di Linda Lan­zil­lotta (asses­sora all’epoca Rutelli, quando il Cam­pi­do­glio firmò la prima pri­va­tiz­za­zione alla fine degli anni ’90) che ten­tava di imporre la ces­sione delle quote di Acea sul mercato.
Poche ore dopo la moral sua­sion del Mes­sag­gero, sono arri­vate le parole del pre­si­dente della hol­ding romana Gian­carlo Cre­mo­nesi, uomo del cer­chio magico di Cal­ta­gi­rone: «Io temo che una par­te­ci­pa­zione pub­blica impor­tante nelle società ero­ga­trici dei ser­vizi pub­blici locali — ha com­men­tato durante un incon­tro alla Camera di com­mer­cio — fac­cia dimi­nuire il grado di atten­zione e di veri­fica sulla qua­lità dei ser­vizi: è come se il con­ce­dente veri­fi­casse se stesso. Quanta voglia ha il con­ce­dente di deci­dere se la società in que­stione dev’essere san­zio­nata o meno?». Parole che anti­ci­pano quale sarà la stra­te­gia del gruppo Cal­ta­gi­rone nei pros­simi giorni, che si annun­ciano di fuoco. Il 5 giu­gno l’assemblea dei soci si dovrà con­fron­tare con la posi­zione di Marino, che nei mesi scorsi aveva chie­sto un ricam­bio deciso del management.
Andrea Palladino, ROMA, 17.4.2014

martedì 3 dicembre 2013

Acqua, sospensione del servizio per morosità: positiva la mediazione del Prefetto Bellesini

Prefettura di Terni 

UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO 

Gabinetto del Prefetto 


COMUNICATO STAMPA 

Acqua, sospensione del servizio per morosità: positiva la mediazione del Prefetto Bellesini 
Niente più cambiali per gli utenti morosi in difficoltà economica, rateizzazione agevolata, ricorso alla sospensione della fornitura solo dopo una attenta valutazione di ciascuna situazione 

Si è concluso positivamente il tavolo istituzionale convocato dal Prefetto Gianfelice Bellesini per cercare di contemperare il legittimo utilizzo, da parte del gestore del servizio idrico, dei mezzi messi a disposizione dell’ordinamento in presenza di una perdurante morosità con l’esigenza di non pregiudicare la fruizione di un bene essenziale per la Vita delle persone. 

All’incontro - sollecitato dal “Comitato per 1’acqua pubblica di Terni” - erano presenti, per l’ATI 4 Umbria, il Presidente Leopoldo Di Girolamo ed il Direttore Roberto Spinsanti; per il Servizio idrico Integrato, il Presidente, Stefano Puliti, e l’Amministratore delegate, Graziano Bernardi; per il “Comitato”, Franco Coppoli. 

L’intesa raggiunta tiene conto anche delle previsioni contenute nel “collegato ambientale alla legge di stabilità, che, dopo il varo da parte del Consiglio dei Ministri, è ora all’esame del Parlamento. In attesa che il provvedimento diventi legge, il gestore si è impegnato a non ricorrere più allo strumento delle cambiali per riattivare il servizio agli utenti morosi in difficoltà; a consentire piani di rateizzazione più adeguati alle loro effettive disponibilità economiche ed a valutare con attenzione e caso per case le situazioni prima di procedere all’eventuale distacco dell’utenza. 

Inoltre, il Presidente dell’ATI 4 Umbria nonché Sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo - nel sottolineare “l'esigenza, in questo momento di difficoltà economica, di riservare più attenzione a famiglie e cittadini” — ha aggiunto che verranno ricordate ai Servizi sociali dei Comuni le opportunità offerte agli utenti in difficoltà, vale a dire la possibilità di usufruire della tariffa sociale, di accedere al fondo di solidarietà e di ottenere un piano di rateizzazione dell’importo dovuto; tutte informazioni che saranno indicate anche in bolletta. 

Positiva la valutazione degli impegni assunti da parte del rappresentante del “Comitato per l’acqua pubblica di Terni” che si è detto "soddisfatto di quanto concordato". Per il Prefetto Bellesini “gli esiti dell’incontro dimostrano la sensibilità degli amministratori verso la delicata questione”. 

Terni, 21 novembre 2013

Stop ai distacchi contro gli utenti più deboli

Da "La Nazione" del 22.11.2013

TERNI — NIENTE più cambiali per gli utenti morosi in difficoltà economica, rateizzazione agevolata, ricorso alla sospensione della fornitura solo dopo una attenta valutazione di ciascuna situazione: così cambia la gestione del Servizio idrico.
E’ quanto emerso dall’incontro convocato dal prefetto Gianfelice Bellesini, su richiesta del Comitato per l’acqua pubblica, per cercare di coniugare il legittimo utilizzo, da parte del gestore del servizio idrico, dei mezzi di legge in presenza di una perdurante morosità con l’esigenza di non pregiudicare la fruizione di un bene essenziale per la vita della gente.

OLTRE al prefetto e a Franco Coppoli, in rappresentanza del Comitato, alla riunione hanno partecipato il sindaco e presidente dell’Ati4 Leopoldo Di Girolamo, il direttore dell’Ati4 Roberto Spinsanti, il presidente del Servizio Idrico Integrato, Stefano Puliti, e l’ad dello stesso Sii, Graziano Bernardi. «L’intesa raggiunta — spiega la prefettura — tiene conto anche delle previsioni contenute nel ‘collegato ambientale alla legge di stabilità’ che, dopo il varo da parte del Consiglio dei Ministri, è ora all’esame del Parlamento.

IN ATTESA che il provvedimento diventi legge, il gestore si è impegnato a non ricorrere più allo strumento delle cambiali per riattivare il servizio agli utenti morosi in difficoltà; a consentire piani di rateizzazione più adeguati alle loro effettive disponibilità economiche ed a valutare con attenzione e caso per caso prima di procedere all’eventuale distacco dell’utenza».
Di Girolamo ha sottolineato che verranno ricordate ai Servizi sociali dei Comuni le opportunità offerte agli utenti in difficoltà, vale a dire la possibilità di usufruire della tariffa sociale, di accedere al fondo di solidarietà e di ottenere un piano di rateizzazione dell’importo dovuto; tutte informazioni che saranno indicate anche in bolletta.
Positiva la valutazione degli impegni assunti da parte del rappresentante del «Comitato per l’acqua pubblica» che si è detto «soddisfatto di quanto concordato». Per il prefetto Bellesini «gli esiti dell’incontro dimostrano la sensibilità degli amministratori verso la delicata questione».

“OBBEDIENZA CIVILE” - LE SENTENZE CONTINUANO A DARCI RAGIONE: LA BOLLETTA VA DECURTATA DALLA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO!

A 2 anni esatti dall'inizio, in Umbria, della campagna di ”obbedienza civile”, con la quale decine di cittadini/utenti si sono autoridotti la bolletta dell’importo corrispondente alla Remunerazione del Capitale Investito, possiamo festeggiare la ricorrenza con due sentenze emesse dal Giudice di Pace di Arezzo, le quali, per la prima volta in Italia, hanno  riconosciuto l'obbligo del gestore di non addebitare in bolletta tale quota, abrogata dal referendum popolare del 2011.

Di fatto le sentenze n. 437/2013 e n. 438/2013, accogliendo i ricorsi presentati dai sig.ri dalla Ragione Giuliano e Farsetti Fabio, assistiti dall’avv. Sandro Ponziani, del Foro di Città di Castello, hanno riconosciuto che spetta ai medesimi il rimborso di quanto corrisposto al gestore, dal 21.07.2011 (data di proclamazione degli esiti referendari), alla data della domanda (gennaio 2013), a titolo di remunerazione del capitale e  hanno altresì condannato il gestore al pagamento delle spese di causa.

Come é noto, nel giugno 2011, si é tenuto un referendum abrogativo, a cui hanno partecipato oltre 27 milioni di elettori, a seguito del quale si è pervenuti all'abrogazione ( con oltre il 95% dei voti favorevoli ), della norma che contemplava fra le voci di calcolo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, anche  “la remunerazione del capitale investito” ( vale a dire il “profitto” dei gestori). Senonché i gestori, compresa Umbra Acque S.p.a., ignorando platealmente l'esito referendario,hanno continuato ad emettere fatture comprensive anche dell’importo corrispondente alla “remunerazione del capitale investito”, non più dovuto al momento della emissione delle bollette.

Di fronte a tale illegittimo comportamento, attuato in dispregio della volontà popolare, i Comitati per l'Acqua Pubblica, e lo stesso Comitato Umbro per l’Acqua Pubblica, promuovevano la cd. campagna per  l'“obbedienza civile”, consistente nell'autoriduzione, dalle somme fatturate, dell'importo corrispondente alla remunerazione del capitale, non più dovuto a seguito del referendum.

Con le due sentenze, il Giudice ha ora riconosciuto, da un lato la illegittimità del comportamento tenuto dal gestore e, dall'altro, implicitamente, la liceità dell'obbedienza civile,  con la quale gli utenti non hanno fatto altro che applicare la legge, in ottemperanza all'esito referendario, disatteso invece dai gestori, che prima di ogni altro avrebbero dovuto rispettarlo.

Anzi, dopo che il governo Monti nel 2011 aveva attribuito competenze in materia  idrica all'A.E.E.G. (Autorità di Vigilanza Energia Elettrica e Gas), questa, nell’approvare il  c.d. Metodo Tariffario Transitorio, con propri provvedimenti amministrativi, reintroduceva la remunerazione abolita dal referendum, ribattezzandola con un altro nome ( “costo della risorsa finanziaria”), e gli A.T.I. dell’Umbria, invece di far prevalere la legge referendaria, hanno seguito pedissequamente il sistema tariffario dell'AEEG, introducendo a carico degli utenti anche un nuovo balzello, denominato Foni (Fondo Investimenti).

Per questo, il Comitato Umbro Acqua Pubblica, assistito dall’Avv. Ponziani, ha presentato  ricorso al T.A.R.  contro la delibera unica degli ATI n.1 e n.2, sulle tariffe 2012-2013., dalle quali non è stata eliminata ( se non nominalmente ) la remunerazione del capitale, abolita dal referendum.

lunedì 11 novembre 2013

DISOCCUPATO IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA RIOTTIENE L’ACQUA A CASA. CONTINUA LA LOTTA CONTRO I DISTACCHI PER AFFERMARE IL DIRITTO ALL’ACQUA

L’acqua è stato riallacciata a M.I. dopo l’incontro tra il Comitato per l’acqua di Terni (rappresentato da Mirko Pacioni di Orvieto, Franco Coppoli di Terni e Stephanie G. di Otricoli), e il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo, il presidente del SII Stefano Politi ed il direttore dell’ATI4 Roberto Spinsanti. Erano però passati ben quindici giorni senza acqua da quando M.I., 40enne disoccupato da due anni, ha subito il distacco del contatore e l’interruzione del servizio idrico perché non aveva potuto pagare una vecchia bolletta dell’acqua. M. per due settimane per poter lavarsi si è dovuto appoggiare ad amici e parenti, mentre i proprietari dei bar vicino a casa sua gli permettevano di fruire dei bagni, perché la crisi porta anche a forme di solidarietà.
 
La difficoltà a pagare le bollette è ormai un problema diffuso, ma non può dare luogo a distacchi se riguarda un servizio essenziale come l’acqua, fondamentale per la vita, la dignità, l’igiene e la sicurezza delle persone.
Sempre più spesso famiglie, disoccupati ed anziani si rivolgono al Comitato per l’acqua per veder rispettati i loro diritti. La questione riguarda la provincia di Terni/sede dell’ATI4, dove risultano diversi casi di distacco per impossibilità di pagare per motivi economici. Addirittura l’ente gestore, il SII, ha imposto la firma di cambiali per ottenere il riallaccio dell’acqua: un evidente ricatto a persone che si trovano in stato di evidente i difficoltà economiche, senza alcun rispetto della dignità e della vita del cittadino, privato di un bene essenziale.
 
Il comitato per l’acqua ha chiesto l’incontro odierno con ATI e SII per cercare di arrivare ad una soluzione generale di questo problema che, con la crisi in atto probabilmente potrà aumentare.
Per evitare che sia tagliata l’acqua per morosità incolpevole alle utenze domestiche residenziali il comitato ha fatto una esplicite richieste di una interruzione dei distacchi dell’acqua, perché la sospensione della fornitura di un bene primario come l'acqua è sproporzionata a fronte di un inadempimento pecuniario e molte sentenze ribadiscono il divieto di sospensione dell’erogazione di un bene essenziale come l’acqua.
Per ottenere la certezza del diritto ed evitare emergenze igienico-sanitarie nonché sociali ecco le richieste del comitato:
·      l’interruzione e la sospensione immediata delle procedure di distacco delle utenze idriche domestiche residenziali, l’interruzione immediata dell’asportazione dei contatori idrici, il riallaccio di quelle attualmente disallacciate;
·      che in bolletta si informi l’utente finale circa le procedure previste dalle condizioni contrattuali in caso di morosità;  che l’utente finale sia adeguatamente informato dell’esistenza di presunte morosità, della necessita di sanarle e delle conseguenze del perdurante inadempimento;
·      l’avvio di procedure di morosità  in presenza di un adeguato, formale e congruo preavviso al cittadino, attraverso l’invio di raccomandate A/R;
·      che l’utente possa far fronte al pagamento delle bollette fruendo di piani di rateizzazione e di eventuali rinnovi delle stesse, secondo modalità non lasciate alla discrezionalità del gestore;
·      che sia interrotta l’imposizione di cambiali per riattivare l’erogazione idrica agli utenti morosi in gravi difficoltà economiche;
·      che sia pubblicizzata la tariffa agevolata per i soggetti economicamente disagiati facendo riferimento all’ISEE;
·      che vengano immediatamente cancellate le clausole vessatorie dal contratto, a partire dalle condizioni sulla rescissione del contratto inserite nell’art.29 bis del regolamento di distribuzione dell’acqua potabile, recepite nel punto 9.5 della carta dei servizi del SII, come da delibera dell’AEEG del 28/02/13 e numerose sentenze (p.es. n.2972 Tribunale di Latina del 18.11.11).
·      che sia prevista nella carta dei servizi del SII la possibilità per l'utente di effettuare il reclamo sulla fattura e un congruo tempo di risposta del gestore prima che l'utente sia considerato moroso, come riconosciuto nel Codice del Consumo.
 
L’incontro è terminato con l’assicurazione che si procederà al riallaccio dell’utenza di M.I. e verranno analizzate con attenzione tutte le situazioni di distacco delle utenze domestiche.
Tra una decina di giorni dovrebbe esserci un secondo incontro in Prefettura per definire garanzie per i cittadini e la possibilità di fruire dell’acqua a prescindere dalle condizioni economiche dei cittadini.
 
Invitiamo chi ha subito il distacco dell’acqua, chi avesse problemi con il SII, chi sente violato il suo diritto ad un bene essenziale come l’acqua di contattare il Comitato per l’acqua bene comune ai seguenti numeri: Terni 328 6536553, Orvieto 328 5430394, Amelia 349 3940084, Otricoli 347 9566804, Narni 335 6437407.