venerdì 15 giugno 2012

Obbedienza civile - di Alessandra Caraffa

Una nuova battaglia per l'acqua bene comune
Martedì 12 giugno, ad un anno esatto dal referendum contro la privatizzazione dell’acqua, il Comitato provinciale di Terni per l’acqua bene comune ha consegnato ai funzionari del Sii (servizio idrico integrato) centinaia di reclami per la mancata applicazione degli esiti referendari. La campagna di obbedienza civile è partita in molte città italiane - nei giorni del primo compleanno della grande vittoria del popolo referendario - con lo scopo di far rispettare il voto espresso dai 27 milioni di cittadini che hanno partecipato alle consultazioni. Rispettare il voto significa inequivocabilmente eliminare dalle bollette dei servizi idrici la “remunerazione del capitale investito”, voce di spesa abrogata dal secondo quesito referendario.
Nessun gestore ha, ad oggi, applicato la normativa in vigore dal 21 luglio 2011: per tutta risposta, i comitati già attivi durante la campagna referendaria sono tornati a far sentire la propria voce, chiedendo la decurtazione dalle bollette del capitolo di spesa abrogato dal voto popolare e sottoscritto dal Presidente della Repubblica nel luglio dello scorso anno. La campagna di obbedienza civile si è svolta - a Terni – principalmente in occasioni e spazi pubblici, ed è stata sin dall’inizio caratterizzata dalla decisa volontà di denunciare il gravissimo “furto di democrazia” per cui il voto di milioni di cittadini rischia di essere scavalcato dagli interessi del capitale.
In questo senso la situazione ternana non costituisce un’eccezione: in tutta Italia è valso un giochino - suggerito curiosamente da Napolitano junior ad Acea - che prevede lo spostamento della cifra illegittima dalla voce “capitale investito” a quella “costo finanziario della fornitura del servizio”. Il profitto non va dunque eliminato, basta che non venga considerato un “utile” ma un costo per l’erogazione del servizio: è sufficiente dunque cambiargli di nome e il pericolo di una gestione dell’acqua senza lucro è sventato.
Non a caso, a partire da gennaio 2012, dalla bolletta del Sii è sparito quel 7% di remunerazione del capitale ed è comparso un magico aumento del 6,22% del costo della fornitura dell’acqua. La tesi di Giulio  Napolitano, per cui la cifra in questione non è un profitto per le Srl bensì un costo di gestione del servizio, è stata dunque accolta a Terni come altrove - Puglia vendoliana compresa.
Ed è esattamente questo l’argomento utilizzato dall’amministratore delegato del Sii al momento del confronto con i rappresentanti del Comitato provinciale ternano: si tratterebbe di costi di gestione, non di profitto.
Durante la consegna dei moduli c’è stato un lungo confronto tra il comitato referendario e l’Ad del Sii, Graziano Bernardi, cui sono stati esposte le ragioni delle centinaia di cittadini ricorrenti e della lotta perché l’acqua sia un bene comune e non una merce. Ben 416 famiglie, soltanto in questa prima fase della campagna, hanno chiesto il rimborso del 7% della bolletta. Ma dal Sii rispondono che si applicano tecnicamente le delibere dell’Ato, l’assemblea dei sindaci che dispone le linee guida della gestione del servizio. Da parte del Comitato non può che essere sottolineata la permeabilità dei rapporti tra l’Autorità (l’Ato) e il gestore (il Sii), che poi è quella che caratterizza tutte le gestioni miste pubblico-privato, tramite le quali i poteri forti si rinnovano sul terreno fertile dei servizi essenziali come la gestione di acqua, vie di comunicazione e rifiuti. La società consortile Sii è al 75% pubblica (composta per il 51% dai Comuni della Provincia, per il 18% dall’Asm, l’azienda municipalizzata del Comune di Terni, e per il 6% dall’Aman di Narni e Amelia), e per il 25% in mano alla proprietà privata di Umbriadue Scarl.
Ricordiamo che al tempo dell’applicazione della Legge Galli in Umbria, parte della Umbriadue Scarl era riferibile all’imprenditore Agarini, figura non proprio marginale dell’economia ternana, in stretto sodalizio con la precedente amministrazione. Ad oggi, a fronte delle battaglie contro il revamping dell’inceneritore Terni-Ena, non stupisce la presenza di Acea anche nella holding che fa profitti sul servizio idrico nel ternano. Sembrerebbe singolare la situazione per cui i Comuni della Provincia diano direttive ad una società di cui essi stessi sono gli azionisti di maggioranza. La spiegazione è semplice: il ruolo preponderante del “pubblico” è solo apparente; i patti parasociali assegnano al privato un ruolo decisivo in quanto le decisioni vengono assunte non a maggioranza ma con il 76% dei soci, quindi i Comuni sono prigionieri di una normativa per cui il pubblico si assume le responsabilità, mentre gran parte delle carte sono in mano al privato.
Il Comitato è riuscito ad ottenere un prossimo appuntamento col dirigente dell’Ato: la speranza è che non vengano utilizzate ancora - nei confronti di cittadini consapevoli e non certo ingenui - manovre eversive che spostano responsabilità e parole lasciando tutto com’è, con lo storico risultato del referendum dello scorso anno completamente, illegittimamente, disatteso.

Intervista ad Oriana Marchi, Comitato Provinciale per l'acqua bene comune
Qual è stata la risposta della cittadinanza di fronte a una nuova campagna dello stesso comitato che vinse la battaglia referendaria? Ci si aspettava un così evidente diniego di quanto espresso dal voto popolare?
La gente ci ha riconosciuto e questo ha facilitato la raccolta delle lettere di diffida. E’ ovvio che se potessimo contare sui mezzi di informazione tutto sarebbe più facile, ma i giornalisti purtroppo raramente ci prendono in considerazione. Recentemente l’Umbria Water Festival ha imperversato per un intero fine settimana in tutta la regione: tutti insieme l’hanno data vinta a chi ha inteso, purtroppo con il supporto delle istituzioni provinciali e regionali, “eventizzare” l’acqua come già successo con il cioccolato, dimenticando che l’acqua ha invece bisogno di protezione e sensibilità.
Qualcuno è rimasto allibito dalle nostre denunce perché riteneva che, una volta raggiunto il quorum al referendum del 2011, la storia fosse già diversa; altri, più attenti, si erano resi conto che nulla è ancora cambiato e sono stati ben felici di avere un’altra opportunità per dimostrare il loro malcontento. Da qui il buon successo della Campagna anche nei nostri territori.
Pensi che la situazione della provincia di Terni presenti delle specificità rispetto a quanto avviene a livello nazionale?
Purtroppo sì, anche a livello regionale: basti pensare che un metro cubo d’acqua nel ternano costa quasi il doppio che nel perugino. Nel ternano, oltre alla “remunerazione del capitale” - il famoso 7% che dovrebbe essere decurtato dalla bolletta per effetto del referendum - stiamo pagando anche 17 milioni di euro a copertura delle perdite che il gestore (il Sii scpa) ha avuto negli anni passati e che l’Ati 4 ha deciso di ripianare. Va sottolineato che questa prassi non è consentita dalla legge, tanto è vero che il Tar dell’Umbria ha emesso una sentenza in questo senso (al momento si è in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, ndr). La cosa più vergognosa: ogni anno l’Ati adotta una delibera per stabilire la tariffa media del servizio idrico integrato che si basa sul Piano d’Ambito (il contratto stabilito a suo tempo fra Ati e Sii) e l’ha fatto anche per il 2012. Peccato che il facile conteggio che porta alla determinazione della tariffa sia stato contraffatto e, anziché decurtare il 7%, la delibera preveda un ulteriore aumento del 7% pur se, a parole, viene riconosciuta la necessità della cancellazione della quota di remunerazione del capitale.
Cosa si aspetta il comitato? Pensate che il gestore accetti le istanze di rimborso? Vi aspettate qualcosa da parte dell’amministrazione?
Il Comitato ovviamente crede nella bontà di questa iniziativa in quanto non fa altro che ribadire quanto già sancito dal referendum e per questo si è nuovamente attivato affinché l’argomento, a un anno esatto, ritorni di attualità. Nello stesso tempo ci si rende conto delle difficoltà. L’attuale vuoto legislativo a livello nazionale non fa che facilitare l’alzata di spalle da parte del gestore e, quel che è peggio, da parte degli amministratori locali che, un po’ per ignoranza della materia, un po’ perché strangolati dalle ristrettezze economiche, non riescono neppure lontanamente ad immaginare una gestione del servizio idrico davvero pubblica e  partecipata.
Aggiungiamo che il direttore tecnico dell’Ati, l’ingegner Spinsanti, si è degnato di concedere un incontro al Comitato aggiungendo che in dieci minuti sarà in grado di spiegarci tutto, ribadendo così ancora una volta la sua odiosa certezza di aver sempre a che fare con degli ingenui.

Pubblicato su Micropolis - Giugno 2012

martedì 12 giugno 2012

Una pioggia di 416 reclami/istanze di rimborso


Comunicato stampa
Campagna di Obbedienza Civile, applicare i referendum sull’acqua, rispettare la volontà popolare
una pioggia di 416 reclami/istanze di rimborso
Stamattina 12 giugno alle 10, ad un anno esatto dal referendum contro la privatizzazione dell’Acqua, il Comitato provinciale di Terni per l’acqua bene comune, ha consegnato, presso la sede di via 1° maggio 65,  all’Amministratore Delegato Graziano Bernardi e al Direttore Generale Paolo Rueca del SII, servizio idrico integrato, 320 richieste da Terni e Narni di rimborso della quota del 7% delle bollette dell’acqua per la mancata eliminazione dalle bollette dell’acqua della “remunerazione del capitale” in attuazione del referendum sulle tariffe idriche. Inoltre da Orvieto sono state spedite altre 96 richieste di rimborso per un totale, in questa prima fase, di 416 famiglie che, nella sola provincia di Terni, chiedono l’applicazione dei risultati referendari ed il conseguente storno, del 7% delle bollette pagate dopo il luglio 2011.
Durante la consegna c’è stato un lungo confronto tra il comitato referendario e l’A.D. del SII, cui sono stati esposti i motivi del comitato referendario e delle centinaia di cittadini ricorrenti e la lotta perché l’acqua sia un bene comune e non una merce per fare profitti. All’incontro erano presenti Carla Chicchiero e Franco Coppoli del comitato ternano e Valter Tracchegiani di Narni.
 Il secondo quesito del referendum, al quale hanno partecipato quasi 27 milioni di cittadini, dei quali oltre il 95% ha votato Sì, ha abrogato dalla tariffa idrica la “Remunerazione del capitale investito”,  nonostante ciò SII non si è adeguata e i ternani  hanno continuato a pagare sino al dicembre 2011 una BOLLETTA dell’ACQUA che comprendeva quella voce, corrispondente al 7%, il cui costo è stato “spostato”, da gennaio ’12, nella bolletta, aumentata del 6,22%. Ciò non è legale ed i cittadini, obbedendo alla legge ed aderendo allacampagna di obbedienza civile, hanno sporto reclamo e chiesto il rimborso di quanto non dovuto.
Si è determinato un grande interesse per la campagna, una grande sorpresa e rabbia, nel momento che le persone accedono all’informazione della mancata attuazione dell’esito referendario.
Per questo motivo invitiamo tutti i cittadini ad aderire alla campagna di obbedienza civile che continua ed a chiedere il rimborso delle bollette per l’importo corrispondente alla “remunerazione del capitale” pari al 7% l’anno 2011.
Il modulo si scarica da qui: SCARICA IL DOCUMENTO NEL FORMATO PDF.
infotel Terni 347 3044857, Narni 3356437407, Orvieto 3285430394
Consegna Moduli dal lun al ven dalle 15 alle 20 c/o Blob via Carrara 2, Terni
Lun 17-20 Cobas, via del Lanificio 19, Terni

venerdì 4 maggio 2012

Lettera ai candidati sindaco di Narni da parte del Comitato Narnese Acqua Bene Comune

Gentile candidato sindaco,
il Comitato Narnese Acqua Bene Comune  sostiene da tempo la campagna per la diffusione della cultura dell’Acqua come Bene Comune e diritto umano universale e il processo di ripubblicizzazione dei servizi idrici.
Premesso che
- la Risoluzione ONU del 28 Luglio 2010 dichiara il diritto all’acqua potabile un diritto umano universale e fondamentale;
- in Italia si è attivata un’ampia coalizione sociale in difesa della gestione pubblica del servizio idrico che ha promosso due referendum abrogativi in materia di gestione dei servizi idrici che hanno incontrato un forte consenso nella cittadinanza. Testimonianza di ciò sono le oltre 1.400.000 firme (di cui 1586 solo nel Comune di Narni) raccolte nel 2010 per la presentazione dei quesiti referendari e dal “plebiscito” referendario che ha visto oltre 27 milioni di cittadini elettori recarsi alle urne (di cui più del 97% di essi si è espresso a favore dell’abrogazione delle norme che obbligavano alla privatizzazione dei servizi pubblici locali e a favore dell’abrogazione delle norme che prevedevano la remunerazione del capitale investito imputato nella tariffa);
- la Corte Costituzionale, per quanto riguarda l’abrogazione della remunerazione del capitale investito imputato in tariffa, ha chiarito che l’esito di questa abrogazione è direttamente applicabile senza che occorra alcun intervento legislativo e che pertanto, a partire dal 21 luglio 2011, gli enti gestori dei servizi idrici non hanno più titolo  per esigere l’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito.


Considerato che
- attualmente nell’ATI 4 della Provincia di Terni il gestore SII scpa continua ad applicare  sulla tariffa la remunerazione del capitale investito
- il Consiglio Comunale di Narni ha già approvato il 22 Gennaio 2010 una mozione con la quale si riconosce che l’Acqua è un bene comune e il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica
- la gestione pubblica dell’acqua non può essere garantita da una società disciplinata dal diritto privato  poiché le finalità riconosciute alle società “commerciali” sono incompatibili con la gestione del “bene comune”


Le chiediamo
quali impegni intenda assumere sulle questioni sopra descritte, nel caso Lei venga eletto, esplicitandose Lei e la Sua coalizione siate e no a favore di una gestione del servizio idrico  (come anche dei servizi pubblici locali come trasporti e rifiuti) affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico con meccanismi di partecipazione cittadina e in particolare:
- si impegna fin da ora ad affrontare tra i primissimi punti del Suo mandato la questione relativa al “Bene Comune Acqua” e alla sua gestione?
- si impegna ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento che “l’acqua è un bene comune , un diritto umano universale e che, a tal fine, il servizio idrico integrato deve essere sottratto alle logiche del mercato e considerato privo di rilevanza economica?
- è disponibile ad impegnare il Comune per arrivare a gestire l’acqua, insieme agli altri Comuni, attraverso un Ente di Diritto Pubblico prevedendo meccanismi di partecipazione dei cittadini e dei lavoratori del settore?
- si impegna, una volta eletto, a far aderire il Comune al Coordinamento degli EE. LL. per la gestione pubblica del servizio idrico?
Per correttezza La informiamo che questa lettera è stata inviata a tutti i candidati sindaco alle prossime elezioni del Comune di Narni e che le risposte (sia affermative sia negative) saranno rese note a mezzo stampa e sui nostri siti, blog e canali telematici.
La invitiamo pertanto a rispondere entro, e possibilmente, non oltre il 2 Maggio p.v.
Un cordiale saluto
Comitato Narnese Acqua Bene Comune
Referente del Comitato:
Oriana Marchi
Tel 349 3940084
comitatonarneseacqua@libero.it
http://referendumacquaterni.blogspot.it/search/label/Narni

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Al momento il Comitato ha ricevuto la seguente risposta:

"Il candidato sindaco Sergio Bruschini, dopo aver premesso che il suo gruppo in Consiglio Comunale  ha votato a favore del dispositivo Acqua bene Comune e che egli stesso ha firmato per il Referendum, conclude con 4 si di impegno alle 4 domande della lettera"

martedì 6 marzo 2012

ACQUA: “RISPETTO DELLA VOLONTA' POPOLARE ESPRESSA NEL REFERENDUM DEL GIUGNO 2011." INTERROGAZIONE DI STUFARA (PRC-FDS)

Interrogazione a risposta immediata del capogruppo di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Damiano Stufara, per sapere “se la Giunta regionale è a conoscenza delle recenti decisioni degli Ati 1, 2 e 4 dell'Umbria, che comportano aumenti tariffari e contratti di servizio con i gestori che non rispettano gli esiti del referendum sull'acqua”. Tali atti, spiega Stufara, sono difformi rispetto a quanto deciso dall'Ati 3 di “non riconoscere la remunerazione del capitale tra i costi del gestore”, presentando una tariffa inferiore rispetto alle previsioni del Piano d'Ambito.

(Acs) Perugia, 6 marzo 2012 – Il capogruppo regionale del Partito della Rifondazione comunista-Federazione della sinistra Damiano Stufara ha presentato un'interrogazione a risposta immediata (question time) per “sapere se la Giunta regionale è a conoscenza delle recenti decisioni degli Ati 1, 2 e 4 dell'Umbria riguardanti piani tariffari e contratti di servizio con i gestori, e per conoscere le iniziative che si intendono assumere nel rispetto del risultato referendario del 12 e 13 giugno 2011 che, anche in Umbria, ha visto esprimersi favorevolmente la stragrande maggioranza della popolazione e che finora risulta rispettato nel solo Ambito territoriale n. 3”.

Nell'atto, Stufara ricorda che nella deliberazione dell'assemblea d'Ambito dell'ATI 1 e 2 del 15 febbraio scorso, relativa all'articolazione tariffaria per il 2012 si sostiene che, rispetto agli effetti prodotti dai referendum, la remunerazione del capitale investito sia da intendersi come “il costo del capitale necessario al finanziamento degli investimenti da sostenere per rendere possibile la realizzazione di quelli previsti dal Piano d'Ambito”, per cui “appare ragionevole sostenere che, qualora tale componente di costo dovesse essere espunta dalla tariffa, la relativa copertura finanziaria dovrebbe pur sempre essere garantita al gestore, rispetto al quale non si ritiene necessaria una “rinegoziazione degli impegni contrattuali con altre forme di finanziamento da porre necessariamente a carico dei Comuni interessati, a meno di non voler rinunciare all'effettuazione degli investimenti”. Si dispone pertanto la costituzione di “un apposito fondo nel quale far confluire tutte le somme corrispondenti alla quota tariffaria imputabile all'applicazione del 7% a titolo di remunerazione degli investimenti programmati per l'anno 2012” o in alternativa la prestazione per il medesimo importo di una fideiussione bancaria o assicurativa da parte del gestore; in ogni caso risulterebbe confermato l'importo delle tariffe precedentemente pianificato. Analogamente, nella deliberazione dell'Assemblea d'Ambito dell'ATI 4, si dispone di scorporare la remunerazione del capitale investito dal dimensionamento della tariffa e di applicare, a garanzia dell'equilibrio economico-finanziario, la “tariffa media di Piano d'Ambito ante referendum pari a 2,39 euro/mc d'acqua, ottenuta dalla tariffa media del 2011 incrementata del 5%, limite di prezzo, e del tasso d'inflazione”; la nuova articolazione risulta dunque mantenere l’originale struttura, con “l'incremento di tutte le relative componenti, dalla quota variabile alla quota fissa, del limite di prezzo pari al 5%, e del tasso di inflazione programmato”. Invece, contrariamente alle deliberazioni delle Autorità d'Ambito sopra menzionate, l'ATI 3 ha confermato la decisione già assunta negli anni precedenti di non riconoscere la remunerazione del capitale tra i costi del gestore; nella deliberazione del febbraio scorso ha inoltre stabilito, all'interno della nuova articolazione tariffaria 2012, una riduzione del 13,9 per cento della quota fissa per le utenze domestiche e un incremento del 3,6 per cento riferito ai maggiori investimenti effettuati, che portano a fissare per l'anno corrente una tariffa inferiore alle stesse previsioni del Piano d'Ambito.

Il capogruppo di Rifondazione comunista sottolinea altresì che il 12 e 13 giugno 2011 ventisette milioni di italiani si sono espressi votando a favore dei quesiti referendari concernenti le modalità di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica a partire dall'acqua e la remunerazione garantita dei capitali investiti. A seguito di tale esito referendario “si è disposta – ricorda Stufara - l’abrogazione parziale del comma 1 dell'articolo 154 del decreto legislativo numero 152 del 2006, in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, con l'espunzione, tra i componenti della tariffa del servizio idrico integrato, della 'remunerazione del capitale investito' determinata ai sensi del cosiddetto metodo normalizzato, per la quota parte relativa al tasso di remunerazione del capitale investito e conseguente disapplicazione di tale remunerazione per l’articolazione tariffaria imposta all’utenza”.

Infine, Stufara sottolinea che nell'ultimo Documento Annuale di Programmazione, approvato dal Consiglio regionale lo scorso 24 febbraio, “viene sancito l'impegno della Regione al 'rispetto della volontà popolare espressa col referendum di giugno 2011 per quello che riguarda la gestione dell'acqua pubblica', a cui evidentemente non sembrano finora conformarsi le scelte operate dalle amministrazioni locali negli Ambiti Territoriali 1, 2 e 4, sia rispetto ai piani tariffari, sia rispetto ai contratti di servizio con i soggetti gestori”.

domenica 4 dicembre 2011

COMUNICATO STAMPA del 20 ottobre 2011


Malgrado il risultato del referendum del 12 e 13 giugno ne decreti il taglio, di fatto l’ATI4 continua a calcolare sulla bolletta dell’acqua un 7% per la remunerazione del capitale investito. Ma c’è di più… Sfogliando il Piano d’Ambito dell’ATI4 e i bilanci del SII si legge, per fare solo un esempio, che sulle nostre bollette sono tranquillamente caricati anche i mutui contratti dall’ATI4 per ripianare le perdite che il Sii, gestore del servizio idrico integrato, ha accumulato nei passati esercizi. E parliamo di una cifretta di 17 milioni (di euro!)

Guarda caso le bollette del Ternano sono le più “salate” dell’Umbria e sono messe molto bene anche nella graduatoria nazionale.

Aggiungiamo che questa operazione per il recupero delle perdite è assolutamente vietata dalla normativa vigente, oltre che dal buon senso, mentre noi paghiamo tutto questo a partire dal 2007 con il benestare dei nostri bravi amministratori .

Non è solo il Comitato per l’Acqua Pubblica a fare queste considerazioni bensì c’è una sentenza del TAR dell’Umbria che va esattamente nella stessa direzione che, a questo proposito, commenta “…..L’eventuale riconoscimento dei maggiori costi operativi sostenuti dal gestore nel periodo pregresso stravolgerebbe il tipo di contratto trasformandolo in un contratto “costo di servizio”, che prevede la copertura dei costi a consuntivo, azzerando il rischio di impresa di un soggetto che opera, peraltro, in un mercato di monopolio naturale qual è quello del servizio idrico integrato ……”

Alla faccia dell’efficienza, dell’efficacia e dell’ economicità del privato!

Per il momento ci fermiamo qui; presto partiremo con la campagna di “Obbedienza Civile” per riprenderci quello che ci è stato tolto.

Il Comitato Narnese per l’Acqua Pubblica

LA CAMPAGNA “OBBEDIENZA CIVILE” PARTE OGGI IN TUTTA L’UMBRIA E A LIVELLO NAZIONALE

- Alto Tevere: Massimo 333 9102499

- Provincia di Terni: Oriana 349 3940084

- Marsciano e dintorni: Luca 347 40116101

- Provincia di Perugia: Michel 338 1912990 Elisabetta 333 7826433

E-mail acquapubblicapg@gmail.com

http://acquapubblica-umbria.noblogs.org/

mercoledì 30 novembre 2011

PARTE LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE


PARTE LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE CONTESTIAMO LE BOLLETTE ILLEGALI DELL’ACQUA

MALGRADO LA STREPITOSA VITTORIA AL REFERENDUM per l' ACQUA BENE COMUNE, dopo ormai 4 mesi NIENTE È STATO FATTO per rispettare la volontà popolare NÉ A LIVELLO NAZIONALE NÉ A LIVELLO LOCALE.

Infatti i Sindaci dell’ ATI 4, invece di tutelare i diritti dei cittadini, continuano a sostenere le lobby private che sono dentro la gestione dell'acqua, facendoci pagare nelle bollette il 7% abrogato e il ripianamento dei debiti del SII scpa.

CHIEDIAMOCI PERCHÉ 1 m3 d’acqua costa 34 centesimi in provincia di Terni e 18 centesimi a Perugia?

PERCHÉ dobbiamo ripianare le perdite finanziarie del SII (17 milioni di euro) e intanto le perdite dell’acquedotto rimangono immutate?

Vuoi farti ricalcolare la giusta bolletta?

Mettiti in contatto con il Comitato Narnese

Tel 349 3940084 comitatonarneseacqua@libero.it